La montagna - Il Piccolo Nido Casa Vacanze

Il Piccolo Nido Casa Vacanze
Versilia - Montignoso - Toscana
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Dove siamo



Questa terra di Toscana è circondata da montagne come l'Appennino Tosco-Emiliano e le Alpi Apuane. Buona parte di questi sistemi montuosi è protetto da parchi e aree naturali come il Parco dell'Appennino Tosco Emiliano tra la Toscana e l'Emilia, il Parco delle Alpi Apuane tra la Provincia di Massa Carrara e Lucca e il Parco dei Cento Laghi in provincia di Parma, il Parco dell'Orecchiella e la riserva dell'Orrido di Botri nelle montagne della Garfagnana. Vista la natura del territorio, una vacanza qui vi offre la possibilità di piacevoli passeggiate nei boschi e sulle colline lungo i sentieri fra i vari borghi della valle, o vere proprie escursioni trekking in alta montagna lungo i sentieri ben gestiti dal CAI o del Trekking Lunigiana. Il territorio è anche visitabile a cavallo o in mountain bike. A seconda della stagione potete trascorrere una vacanza qui per raccogliere i prodotti del bosco come i funghi porcini, more e mirtilli, oppure cimentarvi nella pesca nel fiume Magra. Questa zona della Toscana è anche famosa per le grotte: le più vicine sono le grotte di Equi Terme con il museo archeologico. Se siete amanti della speleologia non vi dimenticate di visitare le Grotte del Vento e l'Antro del Corchia nel parco delle Alpi Apuane.
Il Parco delle Alpi Apuane
Le Alpi Apuane sono gioiello naturalistico unico in Italia perché per la loro conformazione geologica rappresentano uno straordinario massiccio montuoso alpino, imponente ed aspro che si affaccia sul mare. Nel tratto di pochi chilometri, a partire dalla breve pianura costiera versiliese, le Apuane s'innalzano fino a sfiorare i duemila metri di altitudine con il M. Pisanino (m 1947). Sono protette da un Parco Regionale istituito nel 1985. Dalle loro vette è possibile ammirare la costa tra Portovenere in Liguria e Piombino in provincia di Livorno. Nelle giornate più limpide sembra quasi di poter toccare le isole dell'arcipelago toscano cosi come la Corsica e la Sardegna. Volgendosi a nord nelle chiare e fredde giornate invernali o dopo i temporali estivi si può scorgere il profilo della catena delle Alpi. Nel sottosuolo poi, si incontrano alcune delle massime espressioni del fenomeno carsico. Troviamo qui infatti i profondi abissi e le grandi cavità apuane, che sono il risultato di un labirinto impressionante di gallerie e pozzi: l'Antro del Corchia - ad esempio - con oltre 70 km di sviluppo di condotti sotterranei e 1210 metri di dislivello, è il maggiore sistema carsico d'Italia e uno dei più grandi al mondo. Altri punti di interesse sono l'Orto Botanico Pellegrini, le Marmitte dei Giganti, il Monte Forato, le cave di marmo e i musei di Pruno, Casola e Seravezza che documentano l'insediamento umano nel territorio e le antiche arti e mestieri della civiltà agreste apuana.
Il Parco dell'Appennino Tosco-Emiliano
Il Parco si estende tra i passi della Cisa e delle Forbici, e protegge i crinali boscosi tra Toscana ed Emilia, e ambienti di vera montagna come le vette dell'Alpe di Succiso, del Monte Prado e del Monte Cusna (oltre i 2000 metri di altitudine) dove le foreste lasciano il posto alle rocce, ai laghi e alle praterie d'alta quota. Il Parco Nazionale dell'Appennino Tosco Emiliano vanta una straordinaria ricchezza di ambienti: praterie, brughiere a mirtillo, vette impervie, laghi, cascate, pareti rocciose che si stagliano a picco sui torrenti. Oltre alle bellezze naturali, il Parco offre interessanti testimonianze di antichi popoli che hanno abitato questo territorio come i Liguri Apuani e gli Etruschi. Una necropoli di epoca romana, è stata portata alla luce presso il centro abitato di S. Bartolomeo, lungo il Secchia, nel Comune di Villa Minozzo. Del medioevo ci sono giunti i castelli, le fortificazioni, le mura e i borghi ma anche tanta architettura religiosa con le chiese, pievi, ed immagini votive. O testimonianze della vita quotidiana del medioevo come i mulini per produrre farina di grano, frumento, castagne o di farro. Ricordi di vicende storiche ben più drammatiche e vicine nel tempo sono le fortificazioni e trincee lungo la Linea Gotica. Alcuni sentieri nel parco sono visibili queste testimonianze sono attualmente oggetto di itinerari tematici e di manifestazioni della Memoria.
Il Parco dei Cento Laghi
Il Parco dei Cento Laghi si trova in un'area di grande interesse paesaggistico che, grazie alla evidente impronta glaciale, ricorda gli spettacolari ambienti alpini. Istituito nel 1995, il Parco occupa un'area di circa 9.200 ettari. Le sue particolari bellezze sono le belle conche lacustri di origine glaciale, le foreste di conifere e latifoglie e gli ambienti montani quali rupi, brughiere d'altitudine, torbiere e pozze d'alpeggio. Le bellezze naturali sono accompagnate da testimonianze architettoniche di valore storico-culturale risalenti al periodo medievale e ad epoche più recenti come chiese, oratori e numerose "case a torre", versioni rurali dell'architettura fortificata delle rocche sviluppatasi dal XV secolo. Altrettanto interessanti le  maestà, i mulini, gli essiccatoi (utilizzati per seccare le castagne), le "capane" (impiegate per la conservazione del fogliame da lettiera) ed i caseifici, alcuni dei quali ancora funzionanti.  Nel Parco sono stati allestiti percorsi facili e accessibili a tutti, percorsi per mountain bike e percorsi escursionistici veri e propri. La Ciclopista del Parco dei Cento Laghi è costituita da una rete di 150 Km di percorsi ciclabili per mountain bike, tutti ben segnalati.
Il Parco dell'Orecchiella
Le Riserve naturali statali di Lamarossa, Orecchiella e Pania di Corfino costituivano il cosiddetto Parco Naturale dell'Orecchiella. A riconoscimento del suo valore naturalistico, l' "Orecchiella" è stata inserita nel Parco Naturale dell'Appennino Tosco-Emiliano che comprende, insieme con l'Alta Garfagnana, anche aree protette nelle province limitrofe di Massa, Parma e Reggio Emilia. Si tratta di un'area protetta dal Corpo Forestale dello Stato composta da imponenti foreste di faggio, castagno ed abeti fino ad arrivare alle distese di mirtilli ed alle praterie montane ancora oggi popolate da numerose specie di animali selvatici come il lupo appenninico, cervi, mufloni, orsi e cinghiali. I cieli sono invece dominati da rapaci quali il falco e l'aquila reale.

La riserva natrale dell'Orrido di Botri
L’Orrido di Botri è un’aspra ed imponente gola calcarea, con ripide pareti scavate in profondità dalle fredde acque del torrente Rio Pelago; il canyon si inserisce in un paesaggio appenninico caratterizzato da ambienti rupestri ed estese faggete, dominato dalle cime delle Tre Potenze e il monte Rondinaio che sfiorano i 2000 metri di altezza. Il torrente si incunea fra alte pareti rocciose, formando un ambiente naturale di rara suggestione e di notevole interesse geologico e naturalistico. Al fine di preservare l’unicità e le bellezze naturali dell’Orrido di Botri è stata istituita a partire dal 1971, una riserva naturale, che tutela una superficie di 286 ettari, la cui gestione è stata affidata al Corpo Forestale di Stato. Grazie alla sua integrità, il territorio dell'Orrido di Botri è anche ambiente ottimale per numerose specie animali, prima fra tutte l'aquila reale, che qui ancora nidifica, oltre a moltissime altre specie di rapaci.

Gli Stretti of Giaredo
Tra il comune di Pontremoli e di Zeri, il Stretti di Giaredo sono uno spettacolare canyon scavato nella roccia dalle acque vorticose del fiume Gordana. Un luogo incontaminato ancora lontana dal turismo di massa e dove la pietra, l'acqua, la luce, la natura crea un'atmosfera unica e suggestiva.
Si può camminare e nuotare in acqua lungo tutta la lunghezza del Stretti di Giaredo fino alla parete della diga sul fiume Giaredo. La difficoltà del percorso varia con la stagione e con la quantità d'acqua nel fiume. Si può risalire il fiume per circa 1 km passando attraverso una serie di profonde goledi anche 20-30 metri di profondità, piccole cascate e bellissimi laghi.

Sei alla ricerca di una vacanza rurale lontano dalla città e dal turismo di massa? Visita anche La Bedina Casa Vacanze ai piedi dell'Appennino Tosco- Emiliano in un borgo medievale sull'antico tracciato della Via Francigena
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